Uno dei temi più caldi del web, già da qualche anno, è quello del crowdsourcing troppo spesso associato esclusivamente al concetto di advertising generata dagli utenti, una possibile risposta alla creatività delle agenzie e una tattica in grado di coinvolgere gli utenti nello sviluppo della creatività di un brand. Tuttavia questa è una possibilità, ma non priva di rischi se non fa parte di una strategia più ampia e soprattutto se l’obbiettivo è quello di sviluppare dei contenuti a basso costo e non un mezzo per stimolare il coinvolgimento degli utenti.
Quello che intendo per co-creazione va ben oltre la parte visibile di un progetto collaborativo, è un processo che deve essere considerato sia all’interno che all’esterno dell’azienda in un ottica di open business. L’analisi e l’audit delle conversazioni e dei comportamenti degli utenti nei confronti dei nostri prodotti o servizi, fanno parte del processo di co-creazione, così come i feedback diretti generati dagli scambi tra persone e azienda (via facebook, twitter o branded community). Co-creare una brand experience, fino alla co-creazione di un prodotto significa si ascoltare, ma prima di tutto porre le giuste domande.
Il ruolo dell’azienda resta centrale, ciò che cambia è incentivare la collaborazione e saper trasformare in “user innovation” le azioni e i feedback generate dal “crowd”.
companies on a third stage of co-creation that seeks to improve how companies operate throughout their organizations, and in all their systems and processes. This “full theory of interactions” goes beyond the existing forms of co-creation of the customer experience and co-creation of products and services. Transforming traditional corporate practices such as training, performance management, and communications into co-creative interactions, sparks innovation, cuts costs, increases employee engagement, and generates value.
Non significa semplicemente utilizzare i social media per rimodellare il caro e vecchio focus group, ma utilizzare l’entusiasmo dei propri consulatori, fan e dipendenti per individuare delle opportunità di business in grado di innovare offrendo qualcosa di valore per i propri consulmatori.
Il concetto di Co-creation è molto spesso invisibile e saper analizzare i suoi benefici va oltre il oltre il ritorno in termini di PR o di comunicazione. In questa presentazione abbiamo messo insieme qualche esempio basato su casi “visibili” di co-creazione.
Tags: co-creation, co-creazione, consultancy, social media marketing


Co-creatione: community management e open innovation | WoMarketing - di Andrea Colaianni
October 5, 2010 at 11:14 am
[...] ho trattato un tema da sempre controverso per quanto riguarda il crowdsourcing e il rapporto con il concetto di co-creazione inteso come “open innovationR…, che vi invito a leggere per continuare la conversazione [...]